Fra i Lamellibranchi sono da ricordare Pecten, Chlamis, Amussium, con conchiglie di dimensioni anche grandi, e le Ostrea. Sono molto belli anche i fossili di Crostacei, come i granchi (Neptunus granulatus) e i Balani (Balanus tintinnabulum). Comunque il fossile più famoso del Miocene sardo resta il Coccodrillo Gavialoide (Tomistoma calaritanus) ritrovato nel 1868 nella zona di Is Mirrionis (Cagliari), del quale fu rinvenuto il cranio, e che fu purtroppo danneggiato durante i bombardamenti aerei dell'ultima guerra (1943).
![]() |
![]() |
Sempre fra i Rettili, sono da ricordare i resti delle grandi Tartarughe marine (Amyda sarda) e un frammento del palato di un grosso Serpente boa (Palaeopyton sardus). Dei Pesci restano soprattutto denti, come quelli dello Squalo Carcharodon megalodon, lungo fino a 15 metri, o di Scombridi come lo Scomberomorus bottii, che superava il metro di lunghezza.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Fra i Mammiferi marini, come Cetacei e Sirenii, si sono trovati nelle vicinanze di Cagliari resti di Balenottere (Aulocetus calaritanus ed Aulocetus lovisati) e un Delfinide (Eurhinodelphis sassariensis). I Sirenii sono grandi Mammiferi marini di costa o di fiume, che si nutrono di vegetali. I fossili ritrovati sono frammenti, ma comunque restano importantissimi. Come ordine dovrebbero considerarsi compresi fra le foche e i Cetacei ed oggi vivono animali simili nello Stretto di Behring, nel Mar Rosso e nelle coste dell'Oceano Indiano. Tra i Mammiferi terrestri è stato ritrovato l'Amphitragulus boulangeri, un piccolo Cervide del quale esistono forme relativamente affini in Asia, e che viveva ai bordi del grande canale marino miocenico. La flora del Miocene sardo è costituita da tronchi silicizzati, foglie, strobili di pino, frutti di Juglandacee. Nella "foresta fossile di Zuri" ci sono resti di Palme (Palmoxylon thyrrenicum) di Steculiacee, Laurinee, Rutacee, insomma una flora paragonabile a quella sahariana. Sono presenti sia piante da clima temperato che da clima tropicale. Gli studiosi pensano quindi che durante il Miocene in Sardegna esistessero almeno tre zone climatiche: una dal clima tropicale o sub-tropicale, adatta a piante come Palme, Allori, Magnolie, Fichi; un'altra dove vivevano piante capaci di affrontare sia un caldo notevole che qualche breve periodo freddo, come Olivi, Pioppi, Eucalipti; infine una terza zona adatta a piante da clima temperato, cioè Juglans, Carya, Quercus, Pinus. Dovevano esserci anche zone paludose, vista la presenza di resti fossili di Arundo (Canna) e Typha, una resistente pianta erbacea ancora oggi esistente in qualche specie ed usata per lavori di intreccio.
![]() |
![]() |