Pochi i fossili sardi che risalgono all'Oligocene. L'ambiente geologico doveva essere quello lacustre, e nei tufi cineritici si sono trovati scarsi Gasteropodi del genere Helix e Planorbis.
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Nel Miocene (22,5- 6 m.a.), dalla distribuzione degli affioramenti, sembrerebbe che la Sardegna sia stata attraversata da nord a sud da un grande canale marino. Nell'Isola si verifica una straordinaria abbondanza di forme di vita animale: Foraminiferi, Spugne, Coralli, Briozoi, Brachiopodi, Lamellibranchi, (soprattutto Pettinidi), Gasteropodi, Echinidi, Cefalopodi, Crostacei, Pesci, Rettili, Sirenii, Cetacei, Cervidi. Al Miocene sardo appartengono bellissimi ritrovamenti di Esacoralli (Celenterati) e di Coralli singoli, che vivevano individualmente in mari leggermente pių profondi. Fra gli Echinidi, il gruppo pių rappresentato del periodo, da ricordare i Clypeaster, una forma arcaica dei ricci odierni, gli Schizaster, classificati come "Echinidi irregolari", per via della dislocazione delle aperture, gli Amphiope, gli Spatangus. Un esemplare particolarmente notevole č la specie del Sardocidaris piae, del quale č stato ritrovato un esemplare importantissimo per lo studio, con i radioli ancora in parte attaccati al guscio.
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