Il genere Monograptus, che caratterizza soprattutto il Siluriano e l'inizio del Devoniano, indica un organismo planctonico esclusivo dell'Era Paleozoica e diffuso nelle rocce siluriane di tutto il mondo. Nel Fluminese, i Graptoliti (Stomocordati) si sono trovati, in calcari neri, assieme a Cardiola (Lamellibranchi), Orthoceras e Michelinoceras (Cefalopodi). Le Orthoceras sono fossili di Molluschi Cefalopodi con una conchiglia dritta e sottile, che da' loro il nome (corno dritto). Le loro conchiglie erano suddivise in camere, diverse a seconda del periodo di vita dell'animale. Alcune arrivavano ai due metri di lunghezza e ad un diametro di 10 cm. Assieme alle Orthoceras si trovano a volte piccoli Molluschi Lamellibranchi, le Cardiole interrupta, formando i "calcari a Orthoceras e Cardiola interrupta". Dal momento che le Cardiola sono esclusive di un determinato intervallo di tempo detto Gotlandiano, sono servite a datare con esattezza questi calcari.
Appartengono al Periodo Devoniano (395-345 m.a.) le importantissime Clymenie (Cefalopodi), caratteristiche dei calcari del Gerrei, che rappresentano le prime forme di un ciclo evolutivo che porterà il grande gruppo delle Ammoniti ad estinguersi alla fine del Cretaceo. La conchiglia delle Clymenia era avvolta a spirale sullo stesso piano, ed era suddivisa in camere chiamate setti, visibili all'esterno lungo le linee di saldatura alla parete della conchiglia.
Nel Periodo detto Permo-Carbonifero (345-230 m.a.) doveva essere prevalente la terra emersa, a causa dei movimenti orogenetici ai quali si è accennato inizialmente. E questo è dimostrato dal fatto che risultano prevalenti i resti vegetali. Alla attività vulcanica segue inoltre la sistemazione dei graniti che, essendo rocce eruttive, sono prive di fossili. Nel Periodo in esame, dovevano essere abbondanti le piante ricche di fogliame, come suggeriscono i frequenti ritrovamenti di Asterophillites (Calamariacee) e Callipteris (Medullosacee), probabilmente rampicanti simili a quelle delle foreste tropicali odierne. Il clima non poteva essere che caldo-umido con piogge frequenti, vista la presenza di forme fossili arborescenti che potevano raggiungere i 30 metri di altezza e formavano una foresta su un suolo paludoso ed un sottobosco umido, con Pecopteris (Felci). Negli scisti neri della zona vicina a Perdasdefogu e nel bacino di Orroli si sono trovati resti del genere Lebachia (Conifera), che hanno contribuito alla formazione dei depositi di Antracite della Barbagia.
- Passiamo così all'Era Mesozoica (225-65 m.a.). In Sardegna, ad una fase complessiva di emersione che corrisponde alla fine del Periodo Paleozoico, ne segue una di generale sommersione all'inizio del Mesozoico (Trias), che interessa le coste e si manifesta comunque con la presenza di un mare poco profondo. Durante il Giurese, a metà dell'Era Mesozoica, il mare tende ad addentrarsi nell'Isola e di tale fenomeno sono una testimonianza i "Tacchi" o "Toneri", residuo di affioramenti molto più imponenti che poi l'erosione ha ridimensionato e smembrato. Sul finire del Mesozoico, cioè nel Cretaceo, la Sardegna risultava ancora parzialmente sommersa.
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