Fossili della Sardegna 3

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Si tratta di due gruppi di animali completamente estinti, che quindi non hanno rappresentanti attualmente in vita. Le Trilobiti erano animali marini, con il corpo diviso, sia in senso orizzontale che verticale, in tre lobi.Trasversalmente si distinguono: testa, torace e coda (pigidio). Probabilmente strisciavano a bassa profondità, in fondi marini melmosi, tanto che alcuni sono privi di occhi.  In Italia, possiamo trovarli solo in Sardegna, data l'assenza di affioramenti altrettanto antichi nel resto della Penisola. Tra i vari generi di trilobiti, è sempre stato considerato particolarmente importante il  Dolerolenus, dell'Iglesiente, individuato per la prima volta nel 1891 dal Bornemann.Le Archeociatine (Iglesiente), sono resti di organismi caratterizzati da una evoluzione molto rapida: vale a dire che, comparendo ed estinguendosi in un intervallo di tempo limitato a circa 20 milioni di anni, possono servire eccellentemente da fossili-guida per datare una determinata zona geologica con precisione. Si tratta degli organismi più antichi (600 m.a.) riconosciuti in Italia, e ne sono stati rinvenuti solo in Sardegna. Le Archeociatine erano animali marini di scogliera, dotati di un guscio conico. L'accumulo di tali gusci calcarei ha formato le rocce dette "calcari ad archeociatine". Hanno caratteri in comune sia con le Spugne che con i Coralli.

Al Periodo Ordoviciano (500-435 m.a.) risalgono molti fossili di organismi che dovevano essere assai diffusi nei mari sardi dell'epoca: Trilobiti, Tetracoralli, Briozoi, Cistoidi,Crinoidi (Echinodermi) e Brachiopodi

Si tratta di organismi tutti collegati all'ambiente marino. Particolarmente interessante e ricca di resti fossili è la zona del Fluminese, sulla costa occidentale. I Tetracoralli del Fluminese sono singoli, non in colonia, e questo è indice di un mare poco profondo, e risultano associati a Briozoi che vivevano invece in colonie formate da tante cellette, una per organismo.