Appartengono a tale periodo e risultano molto abbondanti e significativi i resti fossili, derivanti da depositi eolici, di Cervidi, come il Cervus (Megaceros) algarensis. Nelle brecce ossifere, particolarmente ricche nelle grotte sarde, si sono ritrovati molti resti di Uccelli come quaglie, (Coturnix coturnix), tortore,(Streptopelia turtur), colombi terraioli, (Columba livia), procellarie (Puffinus fuliginosus), aquile, (Aquila chrysoetus), merli, (Turdus merula), tordi sasselli, (Turdus musicus), ecc.
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Per ciò che riguarda i Mammiferi, le brecce ossifere sono molto ricche anche di Insettivori e Roditori. Particolare importanza riveste il Prolagus sardus, probabilmente il progenitore della lepre, e che non superava la grandezza di un grosso topo.
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Sempre nelle brecce ossifere si sono trovati resti di Cervidi quale il Megaceros cazioti ed il Cervus elaphus corsicanus, che ancora ha rappresentanti viventi nell'isola. Fra i Carnivori, da ricordare la presenza di un cane selvaggio, il Cuon (Cynoterium) sardous, segnalato già dal Lamarmora, ed un Mustelidae, l'Enhydrictis galictoides. Ancora nelle brecce si sono trovati resti di un'Antiolope (Nemorhaedus melonii) e di una scimmia, il Macacus majori, una specie di bertuccia simile a quelle oggi presenti a Gibilterra.
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